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Abolizione canone Rai, consiglio regionale ok a mozione

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Milano, 5 aprile. Via libera dal Consiglio regionale lombardo alla mozione che chiede l’eliminazione del canone Rai (tassa di possesso del tv, ndr)

Abolire il canone Rai o in via subordinata usarne quote di concerto con le Regioni per sostenere il sistema televisivo locale. E’ questo il messaggio rivolto al Governo che il parlamento lombardo ha chiesto alla Giunta di fare proprio. Oggi il Consiglio regionale ha infatti approvato la mozione presentata dalla Lista Maroni e illustrata dal primo firmatario, Lino Fossati. A favore 31 Consiglieri di maggioranza, contrari 21 rappresentanti di Patto Civico e PD, astenuti 8 esponenti del Movimento 5 Stelle.

Il documento, ricordando che nel 2002 la Corte costituzionale ha evidenziato come “il canone sia un’imposta sul possesso dell’apparecchio che non tiene conto della compartecipazione tributaria prevista dall’articolo 119 della Costituzione”, invita la Giunta a una serie di azioni:  sostenere presso il Governo l’abolizione del canone o, almeno, la compartecipazione degli introiti da destinare al sostegno al sistema televisivo regionale per lo sviluppo del servizio pubblico di interesse locale.

Il Consigliere Raffaele Straniero (PD) ha ricordato la novità del Governo Renzi introdotta con il “canone in bolletta” e il fondo istituito con la legge di Stabilità proprio a favore del pluralismo televisivo, giudicando quindi la mozione strumentale. Per il Consigliere Segretario Eugenio Casalino (M5S) la Rai ha sempre alimentato “una informazione di regime” e, per questo, “venga privatizzata e sia eliminato il canone”. Casalino si è detto però contrario alla distribuzione di fondi pubblici alle televisioni locali, da qui la scelta di astenersi in fase di votazione. Pietro Foroni (Lega Nord) ha evidenziato che il “sistema Rai oggi è anacronistico e le nuove modalità di pagamento del canone volute dal Governo sono solo il mantenimento dello status quo, con l’aggravio dell’accentramento del servizio a Roma”.

Parere favorevole alla mozione è stato espresso per conto della Giunta dal sottosegretario all’Attuazione del programma, ai rapporti istituzionali nazionali e alle relazioni internazionali Alessandro Fermi.

Secondo dati Rai 2014 gli abbonati in Italia sono 16,7 milioni (oltre sette milioni di famiglie lo “evadono”) che versano allo stato 1,9 miliardi all’anno . Quanto alle percentuali sul pagamento del canone in vetta si trova l’ Alto-Adige con l’81%, la Lombardia è al 73%, il Lazio al 64%, la Campania al 53%. In Sardegna il canone è pagato dal 70% degli abbonati, in Sicilia la percentuale scende al 57%.

“Si tratta di una tassa anacronistica che porterebbe circa 1.6 miliardi di euro, oltre agli introiti pubblicitari, nelle casse della Rai, un’azienda che non solo non fa informazione pubblica essendo asservita ad una precisa visione politica, ma spreca anche i soldi dei suoi contribuenti. Un’azienda che se fosse privata sarebbe già fallita. Il canone Rai altro non è che una misura conservativa di questo status quo, un inutile carrozzone che vive a discapito delle emittenti locali, vero baluardo di democrazia e unica voce fuori dal coro”. Così interviene in aula il consigliere regionale della Lega Nord Pietro Foroni in merito alla mozione per l’eliminazione del canone Rai.


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