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Lodi Vecchio. Dopo le elezioni i legali della Pizzi passano dal Tar alla Procura

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Tensione a Lodi Vecchio per il post voto. Di seguito pubblichiamo integrale la nota stampa dei legali della candidata sindaco di centrodestra Eva Pizzi, in cui viene spiegato perché hanno deciso di passare dalla richiesta di chiarimenti in merito al voto con il ricorso al Tar, cioè in ambito amministrativo, ad un esposto presso la Procura.
Pubblichiamo inoltre, sempre integralmente, un comunicato del PD Lodigiano.


Gli scriventi ritengono di dover dare conto alla collettività di Lodi Vecchio delle ragioni per cui, dopo aver attentamente valutato la situazione creatasi a seguito della manifestata volontà di impugnare l’esito elettorale, ci si è determinati a non coltivare il relativo ricorso.

Sin dai primi momenti successivi alle richieste di accesso agli atti, strumentali alla proposizione di quest’ultimo, si è data la stura, a iniziativa di una certa parte politica, a una abnorme e, a tratti, inquietante campagna denigratoria nei confronti degli scriventi, divenuti bersaglio di offese, improperi e di – neppure troppo velate – minacce, in continuità, peraltro, con quanto già accaduto durante la tenzone elettorale, a sua volta caratterizzata da continui attacchi alla dignità e al decoro, in particolare, della candidata Sindaco.

Nel corso delle ultime settimane si è assistito a un crescendo di tensione che nulla ha a che vedere con la leale contrapposizione politica e che costituisce grottesca e spropositata reazione a quello che altro non è stato se non il corretto esercizio di un diritto normativamente riconosciuto agli scriventi, nella loro duplice veste di esponenti di una fazione politica e di cittadini.

Gli scriventi, dunque, si trovano, ora a subire un clima sempre più caratterizzato da intolleranza, astio e rancore, tale da provocare un comprensibile quanto profondo disagio, turbando la loro serenità e legittimando un concreto timore di azioni dal sapore ritorsivo da parte di taluni soggetti, fomentati anche dai toni singolarmente accesi coi quali la maggioranza ha ritenuto di replicare alle considerazioni riportate nel ricorso, in tal modo trasferendo in un rabbioso contesto di attacchi personali quello che avrebbe dovuto rimanere un confronto riservato all’agone giudiziario.

Da ultimo, le dichiarazioni rese dal primo cittadino alla stampa locale costituiscono, oltre che un confuso coacervo di giuridiche inesattezze, l’ennesimo, inaccettabile attacco personale rivolto agli scriventi, minacciati di iniziative giudiziarie sol per avere esercitato un proprio diritto, in tal modo dando ulteriore vigore alla vera e propria campagna di odio che, ormai da un lasso di tempo significativo, accompagna la quotidianità dei sottoscritti.

Per tutto quanto esposto, dunque, si è ritenuto di abbandonare un’iniziativa che, per quanto legittima, si stava rivelando produttrice di ripercussioni sproporzionate e gravemente lesive per la tranquillità degli scriventi, nella speranza che tale scelta possa contribuire a ricondurre il confronto politico a una dimensione rispettosa del decoro e della dignità dei protagonisti del medesimo.

Preme rimarcare, peraltro, come non sia intenzione degli scriventi rinunciare alla ricerca della verità su di una vicenda elettorale dai tratti decisamente poco trasparenti: a tal fine, della questione sarà interessata la Magistratura penale, la quale avrà agio di valutare la sussistenza di eventuali illeciti, nel caso, perseguendo i medesimi.

Avv. Stefano Guarnaschelli


L’iniziativa di Eva Pizzi (candidata sconfitta alle elezioni per la scelta del nuovo sindaco di Lodi Vecchio) di ricorrere al Tar contro il risultato del voto, sulla base di gravissime ipotesi di brogli che sarebbero frutto di oscuri complotti, lascia interdetti e suscita fortissime preoccupazioni per la piega che in alcune situazione sta prendendo il confronto politico.

Anche se conforta che dai partiti della coalizione che l’ha sostenuta in campagna elettorale siano giunte immediate e chiare prese di distanza da questa decisione avventata ed inaudita, resta una clamorosa infrazione alla correttezza dei rapporti, ma soprattutto l’inqualificabile tentativo di creare divisioni nella comunità civica di Lodi Vecchio mai prima d’ora neppure immaginate. Il messaggio che è stato diffuso (neppure troppo tra le righe) è che una parte della cittadinanza (ed in definitiva la stessa democrazia elettorale) sarebbe stata deliberatamente truffata, generando potenzialmente una spaccatura e frizioni tanto esasperate che a Lodi Vecchio e per la verità in qualsiasi altro Comune lodigiano non si sono mai viste e che vanno al di là di qualsiasi contrapposizione accesa e a tratti magari anche aspra. Quella di Lodi Vecchio è in realtà una comunità che vive in un clima di coesione, dove il giorno delle elezioni ognuno prende in piena libertà le scelte che ritiene più opportune per designare chi deve amministrare la città, ma dove dal giorno dopo ci si ritrova uniti nella quotidianità di relazioni fatte di attività economiche, sociali e culturali che vedono le persone confrontarsi e collaborare fianco a fianco senza alcuna distinzione o etichetta.

Chi ha deciso di partire a testa bassa con questo inqualificabile ricorso, facendosi sopraffare dalla delusione di una sconfitta netta, non ha purtroppo riflettuto sulle pesanti conseguenze, a scapito prima di tutto della serenità e della concordia di una comunità che non desiderava questo inutile trambusto. Resta da auspicare che, seppure in ritardo, questa consapevolezza possa farsi largo ed affermarsi, nell’interesse primario di Lodi Vecchio e dei ludevegini, qualsiasi opinione politica abbiano e qualsiasi voto abbiamo espresso il 26 maggio.

PD del Lodigiano