Cronaca

Droga. Sgominata a Gela associazione a delinquere, coinvolto anche un lodigiano

Gela, 23 Aprile 2018 – All’alba di oggi i Carabinieri di Caltanissetta, a Gela, Catania, Venezia, Lodi, Desenzano del Garda, Cecina, Ravenna e Ragusa, con la collaborazione dei militari dell’Arma locale ed il supporto di unità cinofile e dello Squadrone Eliportato Cacciatori Carabinieri di Sicilia, hanno dato esecuzione a 9 misure cautelari e numerose perquisizioni.

L’attività d’indagine, avviata nell’ottobre 2014 dalla Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile di Gela e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica e dalla Procura della Repubblica per i Minorenni di Caltanissetta, per il coinvolgimento di alcuni minorenni, attraverso una serie di accertamenti tecnici, ha permesso di acquisire elementi indiziari gravi e univoci in ordine all’esistenza ed alla piena operatività di un’associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina nel territorio di Gela facente riferimento alla figura di Crocifisso Di Gennaro.

L’operazione, eseguita dal Reparto Territoriale dei Carabinieri di Gela, è stata denominata “Cruis”, dal nome del “Bar Cruis” di Gela, ovvero il luogo che le indagini hanno accertato essere il fulcro dell’associazione criminale, ove non soltanto i partecipi erano soliti incontrarsi, ma anche ove i clienti erano soliti recarsi per rifornirsi dello stupefacente. A tal proposito, in capo a Di Gennaro sono stati riconosciuti gravi indizi di colpevolezza anche per il reato di intestazione fittizia di beni: nello specifico, proprio allo scopo di eludere l’applicazione di ogni disposizione in materia di misure di prevenzione patrimoniali, le indagini hanno accertato che l’uomo aveva attribuito fittiziamente la titolarità della conduzione, proprio del “Bar Cruis”, in concorso con Rosario Marchese, alla moglie di quest’ultimo.

L’attività investigativa ha permesso di evidenziare, inoltre, la stabilità del vincolo associativo e la permanenza del pactum sceleris: si trattava di un’autentica organizzazione di uomini e mezzi protesa consapevolmente al compimento di una serie indeterminata di delitti in materia di stupefacenti.

Attraverso una vasta ed attenta attività tecnica di monitoraggio degli indagati – mediante video riprese e prolungati servizi di osservazione e pedinamento – è stata focalizzata l’attenzione sul bar, luogo in cui venivano coordinate le attività e anche venduta la droga.

LA STRUTTURA DELL’ASSOCIAZIONE

Il soggetto preminente, punto di riferimento per i numerosi associati, è stato identificato nel citato Crocifisso Di Gennaro. Attorno a lui ruotavano altre figure, tutte operative quali: Vincenzo Cannizzo, già coinvolto in diverse operazioni di P.G., risultato ricoprire un ruolo di braccio destro e mediatore tra Di Gennaro con i pusher T.P. ed il figlio minorenne, legati tra loro da rapporti di parentela, risultati fedeli e solerti nell’obbedire al Di Gennaro. Sulla base delle direttive di quest’ultimo, infatti, Vincenzo Cannizzo gestiva direttamente un cospicuo numero di giovani spacciatori floridamente attivi nell’illecita attività di spaccio di cocaina.

I canali di approvvigionamento sono stati individuati nei fornitori catanesi Antonino Santonocito e Giuseppe Agatino Barbagallo e nell’albanese Almarin Tushja. Considerata la notevole richiesta di stupefacente da parte dei diversi acquirenti, Di Gennaro provvedeva, poi, alla distribuzione al dettaglio personalmente e/o mediante i propri stretti collaboratori sopra richiamati.

In un primo momento, presso l’abitazione di Di Gennaro è stato individuato il “quartier generale” dei traffici, che sarebbe stato trasferito, nel gennaio 2015, al “bar Cruis”.

L’indagine è stata resa ancora più complessa perché, attraverso le intercettazioni, si è accertato che i sodali utilizzavano, per le loro comunicazioni, un linguaggio criptico, o spesso semplici squilli telefonici in codice o SMS, in base ai quali era possibile, rispettivamente, determinare l’avvicinamento di un affiliato per la cessione di stupefacente o, per converso, la richiesta di stupefacente da parte degli acquirenti.

Durante le intercettazioni telefoniche è stato stimato che il giro d’affari gestito da Di Gennaro, nel corso di una giornata, fosse di almeno 1.500, euro, per un volume mensile di circa 40.000 euro.

L’attività tecnica svolta dalla Sezione Operativa ha visto l’ascolto di circa un centinaio di utenze mobili e l’impiego di numerose videocamere, per una durata complessiva di circa 1 anno.

Questa mattina il blitz dei militari di Caltanissetta che, in Sicilia come in Toscana, Lombardia e Veneto, con la collaborazione dei militari di Comandi Provinciali ed il supporto dei reparti speciali, hanno permesso di individuare e assicurare alla giustizia i seguenti responsabili ed esperire numerose perquisizioni.

Misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di:

A Gela: Crocifisso Di Gennario 37enne, P. 21enne (all’epoca minore), M. 20enne (all’epoca minore).
A Catania: Giuseppe Agatino Barbagallo 22enne, Antonino Santonocito 64enne.
A Mestre: Vincenzo Cannizzo 40enne.
A Cecina: Almarin Tushja 28enne.

Obbligo di presentazione alla P.G:

A Lonato del Garda: Rosario Marchese 32enne

Collocamento in Comunità:

A Lodi: S. 20enne (all’epoca minore)

Contestualmente sono state svolte anche 19 perquisizioni personali e locali nelle suddette località oltre cha a Ravenna e a Ragusa.

I soggetti coinvolti, dovranno rispondere, a vario titolo, dei reati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, cessione, trasporto, detenzione illecita di stupefacenti, intestazione fittizia di beni in concorso.


Commenta con Facebook
Condividi:
  • googleplus
  • linkedin
  • tumblr
  • rss
  • pinterest


There are 0 comments

Leave a comment

Want to express your opinion?
Leave a reply!

Lascia un commento

@import url(https://fonts.googleapis.com/css?family=Montserrat:400,700);