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Discarica di Cavenago. I Fratelli d’Italia alzano la voce e chiedono di fare chiarezza

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Nancy discaricaCercare di capire cosa è successo in passato, chiarezza e nessun ampliamento (o riprofilatura che dir si voglia) per la discaricata di Cavenago. E’ quanto chiedono, abbracciando la causa del Comitato “No Ampliamento alla Discarica”, i “Fratelli d’Italia” lodigiani. Il gruppo, i cui componenti sono impegnati con varie cariche negli enti locali, chiedono di «capire, prima come cittadini e poi come amministratori cosa sta succedendo in un territorio già troppo sfruttato», come ha detto l’assessore provinciale Nancy Capezzera. E’ oramai noto alle cronache locali il fatto di una richiesta da parte della società che gestisce l’impianto, per una “riprofilatura” che porterebbe in discarica numerose tonnellate in più di rifiuti. La preoccupazione è quella, in primis, della portanza, ovvero di quanto la discarica ha sollecitato e potrebbe ulteriormente sollecitare il terreno sottostante, con possibili ripercussioni ambientali e sollecitazioni alla falda. Ma, nonostante gli attivisti si siano mossi per cercare i dati in merito, racchiusi in una relazione tecnica del 1982, del documento pare non esservi più nessuna traccia. La vicenda è stata portata anche in procura a Lodi, ed il NOE starebbe facendo un’indagine, mentre il Comitato sta cercando di recuperare i dati di una perizia successiva, eseguita nel ’94.

«Abbiamo cercato di tutelare il Lodigiano, così come era da programma elettorale e come era nelle intenzioni della coalizione di maggioranza. Perché oggi una parte ha cambiato idea?» – tuona la Capezzera. «Ci saremmo aspettati che tutti convergessero sulla vicenda. Oggi gestiamo un sito voluto dal centro sinistra, giunte guidate da Guerini e Felissari. Un sito che non giustifica la produzione di rifiuti del Lodigiano e che ne accoglie da altri territori, facendo pagare ai cittadini la tariffa più cara in Lombardia (costo del conferimento 122 euro/tonnellata)». L’assessore aggiunge: «continueremo a seguire l’iter in Provincia, anche se la competenza per primo spetta alla presidenza».

«Ci riallacciamo a quello che diceva il presidente Foroni… “Mai più rifiuti nel Lodigiano” – ha detto il sindaco di Borgo San Giovanni, Nicola Buonsante – . Chiediamo che metta in atto quello che ha sempre detto. Se c’è una volontà politica reale, i sistemi per bloccare l’iter si trovano, bisogna evitare di fare solo “facciata” arrivando alla situazione in cui si dirà: “parere politico negativo, parere tecnico positivo”, perché a quel punto l’ampliamento si farà. Come dice il presidente, bisogna dire che il Lodigiano non ha bisogno di altri rifiuti. Nel mio comune sto valutando di portare i rifiuti altrove, dove i prezzi di conferimento sono inferiori».

«Vorrei vedere i piani industriali, per capire se è solo per portare un vantaggio alla Società. Quale giovamento, invece, avranno le popolazioni del Lodigiano? Il pericolo è che per sistemare il piano industriale, dovremmo andare a prendere tonnellate e tonnellate di rifiuti anche da altri territori o regioni», ha detto il candidato alla Regione, Giuseppe Carlin.

Anche il consigliere provinciale Emanuele Arensi si chiede «perché c’è sta una rinegoziazione dopo che il consiglio si era già espresso unanimemente per non aggravare più il territorio. Abbiamo oggi delle difficoltà ad ottenere un confronto e a discutere con la commissione ambiente. Ci aspettiamo che questo avvenga presto. Ora. In campagna elettorale (quando mantenere il silenzio sarebbe di comodo) e non dopo».