Home Arte & Cultura Da mercanti a possidenti titolati: i Parravicino e la Lodi spagnola

Da mercanti a possidenti titolati: i Parravicino e la Lodi spagnola

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La produzione storiografica dei territorio e sul territorio è stata particolarmente ricca nel 2010, anno che ha visto uscire dai torchi importanti volumi, utili a chiarire alcuni passaggi cruciali del nostro passato. Frutto di sinergie editoriali fra istituzioni, banche e altri partner privati, sono usciti in particolare i volumi: Oikonomia urbana. Uno spaccato di Lodi in età moderna (secoli XVII-XVIII), curato da Emanuele Colombo e Marco Dotti dal taglio prevalentemente di storia economica; e Lodi, Estado de Milan. L’amministrazione della città di Lodi 1494-1706, coordinato da Matteo Schianchi e con un occhio di tipo più istituzionale sul passato del capoluogo provinciale.

Dedicato al Ducato lombardo nello stesso periodo e con diversi passaggi lodigiani, è anche il volume dello storico e giornalista sandonatese Marco Ostoni, Il tesoro del re. Uomini e istituzioni della finanza pubblica lombarda fra Cinquecento e Seicento, che si presenta ora alla città nel corso di una mattinata di studi dedicata alla Lombardia (e al Lodigiano) nella prima fase del predominio spagnolo.

L’appuntamento è per sabato 9 aprile, presso la sala del Chiostro della Provincia di Lodi, in via Fanfulla 14, a partire dalle ore 10.

L’evento, organizzato in collaborazione con il Centro interdipartimentale di Studi sulla Lombardia Spagnola dell’Università di Pavia (di cui l’A. è membro sin dalla sua fondazione) e del Centro culturale Santa Francesca Cabrini di Lodi, con il patrocinio della Provincia e del Comune di Lodi, vedrà gli interventi dei professori Giovanni Vigo e Mario Rizzo, storici economici dell’Università di Pavia, e del professor Paolo C. Pissavino, storico delle dottrine politiche del medesimo ateneo, che inquadreranno il volume nel contesto degli studi più recenti sulla Lombardia nella prima età moderna.

Marco Ostoni illustrerà quindi i risultati della sua lunga ricerca, frutto di un lavoro avviato ai tempi della tesi di dottorato (ormai una decina d’anni fa)  e che lo ha portato a setacciare i più importanti archivi italiani ed europei, soffermandosi in particolare sull’ultimo capitolo del volume, dedicato alle vicessitudini di due esponenti importanti della famiglia Parravicino, mercanti di origini comasche protagonisti di un lungo itinerario che li porterà ad assumere, sui principi del Seicento, l’incarico di tesorieri generali dello Stato di Milano e, poco oltre, a rivestire il titolo nobiliare di conti del feudo di San Grato, alla periferia di Lodi. Un percorso di estremo interesse, questo, che aiuta a gettare nuova luce tanto sul contesto socio-economico del tempo, italiano ed europeo, quanto sul Lodigiano e sulla sua collocazione strategica all’interno del Ducato lombardo e dell’Impero spagnolo degli Austrias negli anni del suo massimo splendore.