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CUB-Trasporti: a Milano confermato sciopero mezzi per domani

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La Confederazione Unitaria di Base Trasporti conferma lo sciopero nazionale di quattro ore dei lavoratori del trasporto pubblico locale per venerdì 10 dicembre. Signore, CUB: “Nessun finanziamento per il rinnovo del CCNL che aspettiamo da 35 mesi, con esuberi e Cassa Integrazione per i lavoratori e tagli ai servizi e aumento delle tariffe per i cittadini”.

Domani, 10 dicembre, quatto ore di sciopero del trasporto pubblico, variabili da capoluogo a capoluogo e sempre all’interno delle fasce ore mattutine e centrali della giornata, nello specifico a Milano dalle 8.45 alle 12.45.
“La manovra economica del Governo oltre a contenere forti tagli ai trasferimenti alle Regioni – con effetti inquietanti sui livelli occupazionali e salariali per i lavoratori del Trasporto Pubblico e sui tagli ai servizi per i cittadini, non prevede alcun finanziamento per il rinnovo del CCNL che aspettiamo da 35 mesi” informa Claudio Signore di CUB-Trasporti “e in alcune Città sono già visibili le prime ripercussioni sui cittadini per i tagli ai servizi e per l’aumento delle tariffe, mentre per i lavoratori si profilano esuberi e Cassa Integrazione”.
Un esempio è l’AMT di Genova, con 500 esuberi dichiarati, che detiene molti primati, tra i quali avere privatizzato per prima il servizio e per prima ad averlo ridotto, prima nel buco di bilancio e prima nel costo del biglietto, e prima ad avere un accordo per la cassa integrazione.
“La quasi totalità dei sindacati si limitano solo a proporre deroghe al Contratto Collettivo Nazionale di lavoro, vedi il modello Fiat, con conseguente aumento dell’orario di lavoro, riduzione dei riposi e degli stipendi, Cassa Integrazione, quando finora nel settore era garantita la piena occupazione, nonché prepensionamenti” incalza Signore “lontani anni luce dall’idea di salire su una gru”.
La CUB-Trasporti è contraria alle politiche che riducono il servizio pubblico, agli esuberi, alla cassa integrazione e alla perdita di diritti e di salario per i lavoratori, poiché i soldi pubblici devono essere utilizzati per sviluppare il servizio non per distruggerlo, e perché “… a casa devono essere mandati a casa i dirigenti che hanno provocato i buchi di bilancio, non i lavoratori”.