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Covid-19. Si fanno beffa delle misure restrittive, in 50 denunciati

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Nel corso di questa settimana i Carabinieri, impegnati nel pattugliamento dell’intero territorio per il rispetto del decreto ministeriale di contrasto alla diffusione del contagio da COVID-19, hanno purtroppo riscontrato una minor sensibilità verso la reale portata dell’emergenza sanitaria che sta  attanagliando la provincia lodigiana e, più in generale, l’intero Paese, dimostrando con i numeri l’immaturità di determinate persone. In soli cinque giorni, infatti, sono state circa cinquanta le denunce a carico di soggetti per i quali è stata verificata l’insussistenza di comprovati motivi di necessità per starsene in giro, quasi a minimizzare il sacrificio di chi, invece e per fortuna, ha preso sul serio la gravità del momento e cerca strenuamente di attenersi alle regole per il bene collettivo.

Ed è con questo spirito che i ferrei controlli svolti dalle pattuglie hanno evidenziato come i contravventori abbiano un’età disparata, passando dalla minore età di sette ragazzini, di cui sei italiani, fino ai cinquanta e passa anni di un uomo di origini moldave abitante a Massalengo, tutti accomunati dalla volontà di farsi beffa delle misure restrittive imposte dal Governo. Costoro, infatti, se ne sono andati in giro adducendo giustificazioni per nulla comprovanti l’indispensabile stato di necessità, come il caso dei sette rumeni, alcuni della cascina Belfuggito e altri della provincia pavese, trovati assembrati in piazza a Sant’Angelo Lodigiano che hanno giustificato la presenza spiegando “candidamente” di essere usciti a comprare le sigarette. A fare più rumore però, nel senso metaforico del termine, sono stati i nove denunciati dai carabinieri di Borghetto Lodigiano il pomeriggio del 17 marzo scorso quando, a richiesta del sindaco di Massalengo, sono intervenuti in un appartamento di via Liberazione di Massalengo, occupato dai fratelli C.M. e C.N., entrambi minorenni, sorprendendoli riuniti con gli amici a pranzare e ballare con musica ad alto volume, quindi, non solo disturbando la quiete del condominio, ma in spregio assoluto alle norme anti contagio.  Alla stesso irresponsabile modo si sono comportati tre cittadini moldavi, il 54enne M.I., la 50enne B.L. e 44enne B.L., fratello della cinquantenne, pure loro abitanti a Massalengo, che il 16 marzo sono stati sorpresi dai carabinieri di Borghetto Lodigiano nell’appartamento sito in quella via Mazzini, in uso ad un loro connazionale, mentre pranzavano, ballavano e cantavano a squarciagola, fregandosene di regole anti contagio e tutto ciò che ne consegue.

Numerose sono state anche le persone trovate a spasso nei parchi pubblici, per lo più stranieri delle più svariate etnie, per i quali la giustificazione è risultata chiaramente non ricevibile, benché esibita senza imbarazzo pur sapendo di essere in errore. Come nel caso dei quattro giovani originari del Gambia e ospiti del Centro Accoglienza Stranieri di Tavazzano con Villavesco, che il pomeriggio della scorsa domenica 15 marzo sono stati trovati a giocare a basket nel parco pubblico del paese i quali, alle contestazioni dei carabinieri, hanno ribattuto che le restrizioni non avevano valenza nei giorni festivi.

La stretta dei carabinieri ha avuto anche il merito di far saltare i piani delinquenziali di alcuni di essi, per i quali l’andarsene in giro era chiaramente il pretesto per poter delinquere in assoluta tranquillità, come nel caso di G.D., 22enne di Lodi e del suo amico N.G.M., 23enne di Pieve Fissiraga, che il pomeriggio del 18 marzo scorso sono stati sorpresi dai carabinieri della dipendente Sezione Radiomobile mentre confabulavano “vis a vis” in via Principale di Pieve Fissiraga, probabilmente pronti a scambiarsi qualcosa dal momento che G.D., credendo di non essere stato visto, in maniera se vogliamo anche goffa ha cercato di disfarsi di una bustina di cellophane, risultata contenere due grammi di hashish, lanciata con un calcio sotto la sua macchina. La successiva perquisizione a carico di entrambi, estesa anche all’Audi A3 di G.D., ha consentito di rinvenire addosso all’amico altre due confezioni di marijuana, per un peso complessivo di ulteriore due grammi, il tutto dichiaratamente per uso personale.       

I carabinieri di Lodi, impegnati giorno e notte a legittimare gli spostamenti delle persone, ribadiscono che, per contenere il contagio, è indispensabile che tutti, ma proprio tutti, rispettino l’indicazione di restare a casa, e di uscire solo per comprovati motivi di necessità connessi ad esigenze sanitarie, di lavoro e per  l’approvvigionamento di generi alimentari.