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Continua la crisi delle carni suine

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“L’ammasso privato delle carni suine, oltre a produrre un impatto modesto sulla situazione economica dalla realtà produttiva italiana, non deve essere considerato l’unico intervento possibile a sostegno del settore”. Lo sottolinea, in un comunicato ufficiale diffuso nelle ultime ore, Confagricoltura in relazione al provvedimento varato recentemente dall’Unione Europea. “I rischi di un imminente destrutturazione di buona parte della filiera, che già appaiono reali e concreti, si accentueranno – dice Confagricoltura – se non verranno messe in atto concrete misure di carattere economico, finanziario, tributario e fiscale in grado di aiutare gli allevatori a superare l’attuale stato di crisi”.

Per l’Organizzazione degli imprenditori agricoli “in questa delicatissima situazione sono indispensabili concrete manifestazioni di maggiore responsabilità degli altri segmenti economici della filiera produttiva, che si devono fare carico, per la loro parte, delle crescenti difficoltà del comparto suinicolo”. Confagricoltura stigmatizza altresì il comportamento dei macellatori che rischia di vanificare il lavoro realizzato con la costituzione della Commissione Unica Nazionale. “L’esasperazione degli allevatori è ormai ai limiti. Non è possibile sopportare più a lungo atteggiamenti chiaramente non coerenti con i trend economici. Le regole che sono state stabilite vanno rispettate”.

La crisi del settore sta mettendo a dura prova anche diversi allevamenti lodigiani; in provincia, vengono allevati oltre 400 mila maiali.