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Consumo di suolo. Assessore Capezzera: “Servono nuovi strumenti per programmare lo sviluppo del nostro territorio”

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Ci sarà anche la Provincia di Lodi lunedì 14 maggio dalle ore 9.30 alle 13.00 presso il Pirellone di Milano alla presentazione del Rapporto sul consumo di suolo 2012, elaborato dal Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo con cui Palazzo San Cristoforo ha sottoscritto di recente una convenzione. “Quella di Lodi – spiega l’Assessore alla Programmazione territoriale Nancy Capezzera – è una delle tre Province lombarde su cui il CRCS ha compiuto un particolare lavoro di approfondimento e sarà anche l’unica Provincia presente con un proprio infopoint che verrà dedicato all’approfondimento del lavoro sul consumo di suolo intrapreso sula base della convenzione appena sottoscritta. Sarà un’occasione importante nel percorso di avvicinamento al seminario che su questo tema importante e di grande attualità organizzeremo nel prossimo autunno in Provincia a Lodi”.

Il Rapporto 2012, il terzo della serie curata dal CRCS, Centro di ricerca fondato dall’Istituto Nazionale di Urbanistica e da Legambiente, contiene un’analisi dedicata a tre Provincie lombarde: Lodi, Milano e Monza e Brianza, che presentano tra loro caratteristiche demografiche profondamente differenti. Due di esse risultano avere livelli di densità di popolazione elevati: la Provincia di Monza e Brianza è la seconda Provincia più densamente popolata d’Italia dopo Napoli (20,7 abitanti per ettaro al 2009), la Provincia di Milano è anch’essa densamente popolata (19,8 abitanti per ettaro al 2009) mentre la Provincia di Lodi pur essendo direttamente confinante con quella di Milano risulta avere densità nettamente inferiori (2,8 abitanti per ettaro al 2007).

Ma al di là delle caratteristiche demografiche le tre Province rispecchiano tre tipologie specifiche dei territori lombardi: da un lato i Comuni di Monza e della Brianza, con uno spazio agricolo residuale. I Comuni della Provincia di Milano, con uno spazio agricolo che occupa ancora la maggior parte della superficie ma sottoposto alle forti pressioni dell’area metropolitana milanese. Infine la Provincia di Lodi, un territorio “cerniera” tra la Lombardia e l’Emilia, completamente inserito nella pianura irrigua, con ancora presente un’abbondante risorsa di suoli agricoli (l’indice di copertura delle superfici agricole è dell’80%) ma dove il peso della nuova infrastrutturazione pone problematiche rilevanti.

Il Rapporto 2012 segnala poi che sono circa 7 mila e trecento gli ettari consumati da nuove antropizzazioni nella sola Provincia di Milano, equivalenti ad una crescita di mezza città di Milano e con una percentuale di riuso riferita alla nuove urbanizzazioni del 37%. Più di 2 mila sono gli ettari consumati da nuove antropizzazioni nella Provincia di Monza e della Brianza (analisi riferita al decennio 1999-2009) equivalenti ad una crescita di circa tre quarti della città di Monza.

Infine, sono più di mille e trecento gli ettari consumati da nuove antropizzazioni nella Provincia di Lodi (analisi riferita agli otto anni tra il 1999 e il 2007) equivalenti ad una crescita di più di una città come Lodi e con una percentuale di riuso riferita alle nuove urbanizzazioni del 31%. Oltre a 4 mila e cinquecento sono i metri quadrati antropizzati ogni giorno con una velocità procapite di urbanizzazione ben più alta delle due Provincie precedenti e pari a 7,5 m2 per abitante ogni anno.

In tutte le Provincie all’aumento dei suoli antropizzati si accompagna una pressoché equivalente perdita di suoli agricoli. “Questi e gli altri dati che verranno presentati il 14 maggio ci devono far riflettere sul futuro che intendiamo riservare al nostro territorio – interviene l’Assessore Capezzera -. Ecco l’importanza del lavoro avviato dalla Provincia di Lodi insieme al CRCS: capire la situazione aggiornata dell’utilizzo del suolo e le sue caratteristiche locali, individuare delle linee guida cui attenersi tutti insieme per evitare di continuare in una logica incapace di vedere al di là dei confini del proprio territorio comunale e applicare un metodo in grado di responsabilizzare le amministrazioni locali sulla gestione del suolo e per limitarne il consumo, pensando invece dove possibile a un suo riuso sempre più efficace e razionale”.