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Comuni e legge di stabilità, Uggetti: «Affrontare il tema dagli avanzi di gestione»

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«E’ fondamentale affrontare un tema politico di grande rilevanza, che riguarda gli avanzi di amministrazione, che sebbene siano frutto di economie di gestione, non sono oggi disponibili per i Comuni, quando invece rappresenterebbero una efficace leva per lo sviluppo locale e la realizzazione di importanti opere>».

Lo ha dichiarato il sindaco di Lodi, Simone Uggetti, nel corso dell’intervento che, in veste di presidente del Dipartimento Finanza Locale di Anci Lombardia, ha tenuto questa mattina in occasione del forum sul tema “Legge di Stabilità 2016: risultati raggiunti e problemi aperti”, svoltosi presso la sala consiliare della Città Metropolitana, a palazzo Isimbardi di Milano, per iniziativa di Anci e Ifel e in collaborazione con Il Sole 24 Ore.

«Le nuove pratiche contabili – ha inoltre sottolineato Uggetti – destano preoccupazione, perché determinano il venir meno dell’autonomia degli amministratori, che si riducono a meri esecutori di funzioni».

«La legge di stabilità 2016 contiene delle risposte a questioni che gli amministratori locali da tempo ponevano sul tavolo delle trattative con il Governo e il Parlamento, a cominciare da quello che rappresenta un risultato storico: il superamento del Patto di Stabilità» ha ricordato Veronica Nicotra, segretario generale di Anci. «Un risultato raggiunto innanzitutto grazie alla continua azione di Anci, che fin dallo scorso settembre scorso ha posto due questioni all’attenzione del Governo: le conseguenze dell’abolizione della tassazione sulla prima casa e la necessità di dare una svolta alla finanza comunale visto il contributo dato dal comparto in questi anni».

Sono state inoltre ottenute delle certezze sul fronte delle entrate, alla luce del blocco dell’autonomia impositiva per il 2016. Rimangono però <<aperti molti problemi, a partire dalle norme sul personale, e per questo ci stiamo confrontando con il Governo, anche per porre all’attenzione soprattutto l’esigenza di avere certezza di regole per i Comuni>> ha proseguito Nicotra.

Dello stesso avviso Roberto Scanagatti, presidente di Anci Lombardia, il cui intervento si è focalizzato soprattutto su «alcune questioni ancora aperte, come l’applicazione del Patto di Stabilità per i Comuni al di sotto dei 1.000 abitanti, che rappresenta un elemento difficile da affrontare, poiché prima non era previsto». Quest’ultimo punto, inoltre, in Lombardia assume un carattere ancor più preoccupante, «soprattutto dopo che Regione Lombardia ha comunicato come, a legislazione vigente, non potrà dare luogo al Patto di Stabilità territoriale» ha osservato Scanagatti, per il quale «serve anche lo sblocco delle assunzioni ed è importante porre la questione della semplificazione, perché gli adempimenti a cui devono sottostare i Comuni sono ormai eccessivi».

Massimo Garavaglia, assessore all’economia della Regione Lombardia, ha evidenziato le difficoltà delle Regioni a statuto ordinario, che quest’anno subiranno un taglio di 6 miliardi di euro e alle quali è chiesto di maturare un avanzo di circa 2 miliardi, situazione che comporterà risparmi e tagli alle voci di spesa regionale. Per quanto riguarda la situazione lombarda, se da un lato «possiamo contare sulla possibilità di spendere l’avanzo accumulato, dall’altro rimangono aperti temi come l’indebitamento e il pareggio di bilancio. Cerchiamo di trovare una soluzione, una risposta vedremo di darla, almeno alle richieste dei piccoli Comuni». In riferimento al riordino degli enti territoriali, l’assessore regionale ha quindi osservato che «in mezzo al caos chiediamo chiarezza e una giusta definizione dei livelli e delle competenze».

Per capire la portata della Legge di Stabilità 2016, per Andrea Ferri dell’Ifel è fondamentale partire dall’evidenza che «il contributo dei Comuni al risanamento della finanza locale è stato di 13 miliardi di euro e ciò ha determinato una metamorfosi della finanza comunale».

È quindi dopo una stagione che ha tagliato risorse, ridotto l’autonomia finanziaria e reso difficili gli investimenti che si profilano le norme per il 2016 che hanno dato, pur all’interno di un quadro con luci e ombre, nuova aria ai Comuni, partendo dal superamento del vincolo del Patto di Stabilità. Rimane però «ancora ricco di incognite il quadro del personale», come ha sottolineato Gianni Trovati de Il Sole 24 Ore, che ha chiesto ad Agostino Bultrini, responsabile del personale e delle relazioni sindacali per l’Anci, di delineare l’orizzonte in questo settore. Innanzitutto preoccupa «il blocco del turn over al 25% del personale andato in pensione l’anno precedente», norma che è stata «mitigata solo in parte per i piccoli Comuni», inoltre «deve essere chiarito come sarà ricollocato il personale in sovrannumero delle Città Metropolitane e delle Province».

Ha chiuso la giornata Pier Attilio Superti, segretario generale di Anci Lombardia, che ha spronato la Regione a individuare una soluzione per dare luogo al Patto di Stabilità territoriale anche per il 2016 e, sempre rivolgendosi alla Regione, ha posto l’attenzione sull’esigenza di prestare attenzione al riordino territoriale in un’ottica di semplificazione delle istituzioni.