Lodigiano

Cattedrale vegetale, la perizia rivela criticità progettuali e di realizzazione

 

Perizia tecnica inerente lo stato di conservazione delle strutture della Cattedrale vegetale

In seguito alle condizioni metereologiche avverse che hanno provocato il crollo ad oggi di 37 delle 108 colonne di cui si compone l’opera della Cattedrale vegetale, l’Amministrazione comunale ha affidato all’ingegnere Emilio Cesari una perizia tecnica per la valutazione dello stato conservativo delle strutture. L’analisi del tecnico incaricato ripercorre l’iter progettuale e delle varianti costruttive, mettendo in luce una serie di criticità riferibili alle fasi di progettazione e realizzazione dell’opera (anni 2015 e 2016).

In particolar modo sono state evidenziate difformità nelle forniture di materiali rispetto a quanto previsto dal progetto approvato e utilizzo di materiali non idonei a resistere per la durata del ciclo vitale dell’opera, stimata dall’artista Giuliano Mauri in circa 20 anni. La stessa relazione strutturale di progetto sembrerebbe aver considerato la Cattedrale vegetale come “opera provvisoria”, con una vita utile di due anni.

Dalle analisi effettuate sul legname emerge inoltre che la porzione dei montanti prossimi al livello del terreno, non avendo ricevuto un trattamento adeguato per la conservazione, presenta nella quasi totalità dei casi segni di degenerazione e una forte riduzione della sezione di base che, a seguito di eventi meteorologici di una certa rilevanza, ha in definitiva determinato i crolli riscontrati.

Il Piano di manutenzione riporta indicazioni esclusivamente inerenti al mantenimento dei plinti di fondazione, e non anche delle strutture lignee, risultando quindi incompleto.

Al fine di delineare i possibili scenari di intervento, sono stati condotti rilievi topografici e dello stato di fatto, indagini strumentali in situ e in laboratorio che identificassero le specie botaniche dei legni utilizzati per ogni elemento strutturale, analisi dello stato di degrado e della consistenza del legname ed infine verifiche geologiche e geotecniche sul ringrosso arginale di fondazione.

Le proposte di messa in sicurezza e ripristino illustrate dalla perizia partono da due presupposti. Il primo è che gli interventi necessari non sono paragonabili a quelli richiesti dalle altre due Cattedrali esistenti ad Arte Sella (Trento), realizzata dallo stesso Giuliano Mauri, e nel Parco delle Orobie (Bergamo), portata a termine postuma. Sussistono infatti significative differenze sia nelle dimensioni delle opere, sia nello stato di accrescimento della vegetazione, sia nelle condizioni e nei vincoli a cui la manutenzione dell’opera deve far fronte. Il secondo è che occorre garantire la massima sicurezza per i visitatori, essendo la Cattedrale vegetale, oltre che un’apprezzata opera d’arte, un’opera pubblica.

La perizia configura due ipotesi di ripristino: mantenere inalterate le scelte artistiche e progettuali originarie o consolidare la struttura, modificandone i caratteri costruttivi. In entrambi i casi gli interventi sono previsti a cadenza quadriennale e si raccomanda espressamente, sia in fase di messa in sicurezza, sia di ripristino, il mantenimento dell’interdizione all’accesso dell’intera area.

L’Amministrazione comunale, dopo una prima analisi di quanto emerso dalla perizia, si riserva di approfondire la questione dal punto di vista tecnico ed economico con il redattore della stessa al fine di operare una scelta ponderata ed oculata da condividere poi con l’Associazione Giuliano Mauri.


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