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Caso Mense Lodi. De Corato: «Bene ricorso sindaco, il Comune ha applicato la legge»

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L’assessore alla Sicurezza, Immigrazione e Polizia locale di Regione Lombardia Riccardo De Corato ha espresso solidarietà al Sindaco di Lodi, “ingiustamente vittima di uno scandalo mediatico”.

“Il Comune di Lodi – sostiene De Corato – ha presentato ricorso alla Corte di Appello di Milano contro la sentenza del tribunale civile di Milano dello scorso 13 dicembre sul cosiddetto ‘caso mense’. Secondo il giudice di primo grado il regolamento comunale è discriminatorio nella parte in cui richiede agli extracomunitari di documentare il possesso o meno di beni immobili, mobili o redditi registrati nel Paese di provenienza”.

REGIONE LOMBARDIA INTRODOTTO TESTO 445 PER SERVIZI ABITATIVI – “Il ‘caso mense’ – ricorda l’assessore – è scoppiato a seguito della volontà del Comune lombardo di applicare a chi volesse usufruire di tariffe agevolate per mensa e scuolabus la norma prevista dall’articolo 3, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n.445 del ‘Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa’. Si tratta dello stesso articolo introdotto da Regione Lombardia nel Regolamento del 4 agosto 2017 per l’assegnazione di servizi abitativi pubblici”.

STESSA LEGGE APPLICATA A MILANO,IN TOSCANA E IN EMILIA ROMAGNA – “Premesso che ritengo il Comune di Lodi essere nel giusto – aggiunge De Corato – per quanto riguarda il difetto di giurisdizione, c’è anche un’altra questione che torna alla memoria: la stessa legge è stata applicata negli anni, ben prima del sindaco di Lodi, anche da regioni di sinistra, con l’unica differenza che intorno a loro non si è sollevato alcun polverone. La legge regionale della Toscana e dell’Emilia-Romagna prevede, infatti, che, nell’ambito dei contributi per l’affitto e l’assegnazione delle case popolari, non bisogna avere proprietà né in Italia né all’estero, norma utilizzata anche dallo stesso Comune di Firenze. Anche in queste Regioni va presentato l’ISEE e rendicontato se si hanno proprietà all’estero per l’assegnazione degli alloggi popolari”. “Anche il Comune di Milano – conclude l’assessore – come si può leggere nel ventunesimo bando per l’assegnazione di alloggi popolari pubblicato sul sito, richiede ai cittadini extracomunitari di documentare di non avere proprietà o altro diritto reale su alloggio all’estero tramite certificazione o attestazione rilasciata dalle autorità del proprio paese di origine”.