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Carabinieri. Squadre Operative di Supporto in vigilanza nel Lodigiano

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La Città di Lodi ed i principali centri lodigiani hanno visto l’11 e il 12 febbraio 2019 la partecipazione alla vigilanza degli obiettivi sensibili anche delle Squadre Operative di Supporto, reparto d’elite dell’Arma dei Carabinieri che sono stati costituiti a partire dal 2016, in risposta al notevole e feroce accrescimento della minaccia ed offensiva terroristica nei confronti del continente europeo degli ultimi tempi, in tutti i reggimenti e battaglioni dell’Arma dei Carabinieri. Ad essi è devoluto il delicato e rischioso compito di intervenire quanto più tempestivamente possibile per fronteggiare eventuali situazioni di crisi e ad alto rischio, nonché prevenire, contrastare e contenere atti di terrorismo, qualora l’intervento del G.I.S non fosse possibile nell’immediato, e/o comunque in attesa di esso.

La presenza in Lodi e provincia non è correlata a una situazione di allarme, ma è un impiego ordinario disposto dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, per permettere a tale Reparto di avere una buona conoscenza del territorio nel quale potrà essere chiamato ad intervenire in caso di necessità.

Le Squadre Operative di Supporto, 13 in tutta Italia, rispondono all’esigenza di disporre di unità di rinforzo rapidamente dispiegabili su tutto il territorio nazionale in virtù dell’esigenza di rafforzare i dispositivi antiterrorismo locali per esigenze specifiche e temporanee. Ciascuna squadra è composta da un numero di carabinieri che varia tra i 12 e i 24 elementi, che operano in pattuglie di 3-4 militari anche con più equipaggi contemporaneamente e sono alle dirette dipendenze del Comando Generale.

Si tratta in sostanza di uno “scudo” prontamente attivabile dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, come prima risposta antiterrorismo versatile e configurabile secondo le necessità del momento, in virtù delle esigenze antiterrorismo presenti sul territorio nazionale.

Nel caso concreto in Lodi ne è stato previsto un primo impiego ordinario, a cui seguiranno altri al fine di permettere uno studio delle caratteristiche del territorio e prevedere un rafforzamento alle quotidiane attività di vigilanza dinamica per proteggere gli obiettivi sensibili presenti, in coordinamento e sinergia con le altre forze dell’ordine.