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Brandee Younger, la giovane arpista del Jazz – Il 16 aprile a Cremona

Brandee Younger

Brandee Younger

Brandee Younger, la giovane arpista del Jazz – Il 16 aprile a Cremona

Brandee Younger

In scena all’Auditorium Giovanni Arvedi di Cremona il 16 aprile nel trio Coltrane-Younger-Douglas

Brandee Younger

Cremona, 29 marzo 2016 – Quando una rassegna è ben fatta non porta solo l’eccellenza dell’arte che va a promuovere, in questo caso la musica, ma anche tante storie di vita. Per CremonaJazz, già alla prima data del 16 aprile, le note tesseranno uno splendido arazzo di affetti e incontri. Il trio Coltrane-Younger-Douglas, di cui il figlio del leggendario John è leader non solo musicalmente ma anche per notorietà ereditata e poi meritata negli anni, ci offre una perla non comune ma ancora nascosta ai più.

Questo trio d’eccezione è la degna apertura di CremonaJazz, la rassegna organizzata dalla società Unomedia che si avvale del Patrocinio del Comune e della Provincia di Cremona, ha come main partner Metalloinvest, come partner Willis e Air Liquide, con il sostegno di MdV friends e la collaborazione dei Local and Technical Partners Locanda Torriani, Cremona Hotels, Chiave di Bacco e altre importanti realtà imprenditoriali del territorio.

Per cavalleria, ma anche per sottolineare il lato femminile del Jazz, che spesso rimane in seconda fila, mettiamo da parte per un attimo la carriera e la maestria dei due signori del trio, Ravi Coltrane e Dezron Douglas, e diamo spazio a Brandee Younger.

Ha 32 anni, vive a New York e si porta dietro un diploma alla Hartt School dell’Università di Hartford e una laurea alla Steinhardt School dell’Università di New York. Da adolescente, quando è ancora un’aspirante musicista classica, scopre in una rivista dedicata agli arpisti, la figura di Dorothy Ashby: la incuriosisce perchè è l’unico quadratino scuro nella foto-mosaico che ritrae le figure più influenti relative a questo strumento nel ventesimo secolo. In quel momento si è decisa la carriera di Brandee, che sarà poi guidata dalle due donne cardine dell’arpa afro-americana: la Ashby e Alice Coltrane, lo swing e il misticismo.

Non sarà facile per lei farsi spazio, soprattutto per motivi culturali. Innanzitutto l’arpa. L’arpa è uno strumento molto antico che trova delle varianti a seconda delle provenienze, sia nella costruzione che nella pratica dello strumento. L’arpa da concerto però è tipicamente europea e a nessuno sarebbe venuto in mente di suonarla nel Jazz non come accompagnamento ma come strumento primario, improvvisazioni comprese. La prima a superare questo scoglio è stata Dorothy Ashby ma non ha trovato grandi successori se non in Brandee. L’altro problema culturale, proprio a detta della Younger, è stato l’accostamento “ragazza nera più arpa”, che ai tempi del conservatorio, dipartimento classico, le creava non pochi problemi.

La passione però prevale e inizia ad avvicinarsi al jazz e a frequentare masterclass, superando la naturale timidezza verso l’improvvisazione anche grazie all’incoraggiamento dei suoi maestri. Nel 2007 Ravi Coltrane le chiede di partecipare a una commemorazione dedicata alla madre, Alice, insegnante di Brandee. La sua performance commuove tutti, a partire dallo stesso Ravi, e diventa chiaro a tutti che la Younger sia diventata l’erede spirituale di Alice. Ravi le riconosce il merito di saper unire i vari stili della tradizione moderna dell’arpa con una grande forza, grazia e singolare impegno.

Brandee Younger continua i suoi numerosi ed eclettici progetti, pubblicando 4 dischi come leader – l’ultimo uscito a febbraio 2016, “Wax & Wane”- e lavorando con musicisti del calibro di Jack DeJohnette e Charlie Haden, arrivando fino alla musica pop con artisti come John Legend. Continua anche la sua battaglia contro i pregiudizi: a partire dal colore della pelle “sbagliato” per suonare l’arpa e per arrivare al genere “sbagliato” per suonare l’arpa. Una battaglia che fino ad oggi ha saputo combattere così bene da renderla un’arpista riconosciuta a livello mondiale, di raro talento e spessore, non solo musicale.


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