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Baffi: “Rinnovo Trenord, i pendolari ci danno ragione: ora la Regione faccia marcia indietro”

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Oggi (ieri per chi legge, ndr) nella Commissione Trasporti del Consiglio regionale della Lombardia sono stati ascoltati in audizione diversi comitati di pendolari, che hanno descritto ai commissari tutti i disservizi che ogni giorno gli utenti lombardi devono subire: guasti, cancellazioni, ritardi dovuti al sovraccarico di numerose linee. In Commissione era presente anche Patrizia Baffi, pendolare anch’essa e Consigliere regionale di Italia Viva, che in una nota ha dichiarato quanto segue:

“Mi ha confortato constatare che i pendolari hanno sottolineato tre criticità che io avevo già sollevato nelle scorse settimane, sia in aula che anche durante la manifestazione di fine gennaio sotto il Pirellone: il primo punto riguarda la scelta che Regione Lombardia si appresta a fare, rinnovando la concessione a Trenord senza indire una gara, nemmeno a titolo sperimentale su alcune tratte. Il secondo punto riguarda la durata decennale di tale rinnovo, che risulta incomprensibile nel momento in cui dal 2025 circa l’85% della rete ferroviaria lombarda diventerà di proprietà regionale: sarebbe stato più ragionevole un rinnovo-ponte della concessione per 5 anni, dopo il quale una gara sarebbe stata nell’ordine delle cose. Il terzo punto sollevato dai pendolari riguarda invece la destinazione che verrà data alle penali pagate da Trenord a Regione Lombardia: la Giunta finora è stata evasiva su questo punto, sul quale invece in aula chiederò la massima chiarezza. Si tratta di fondi che devono essere totalmente reinvestiti nella manutenzione del materiale rotabile, così da garantire la massima sicurezza ai nostri pendolari.

I comitati pendolari hanno inoltre evidenziato le problematiche connesse a due recenti novità introdotte da Trenord: la prima misura contestata è lo STIBM (il biglietto integrato oggi in vigore a Milano, Monza, Lodi e Pavia, ma presto in funzione anche in altre agenzie di bacino), che provoca aumenti tariffari fino al 40% e che andrebbe superato ipotizzando la creazione di nuove tariffe scontate per chi volesse utilizzare solo il servizio ferroviario. La seconda misura contestata è l’utilizzo di bus da parte di Trenord in sostituzione dei treni su alcune tratte secondarie: la riduzione delle corse, introdotta a dicembre 2018 e finalizzata a migliorare la puntualità del servizio, non ha dato i risultati sperati: oggi i treni puntuali sono passati dall’85% al 78%.”