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Al Rotary di Sant’Angelo “Italia chiama Svizzera”

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Perché ciclicamente in Svizzera viene proposto un referendum contro i lavoratori italiani frontalieri? Sembrerebbe questo un quesito a sfondo razzista, ma, in fondo, è un problema relativamente semplice e molto meno xenofobo di quanto possa sembrare a prima vista! Il problema è che tutte le mattine lavorative 47000 lavoratori italiani invadono pacificamente con le loro macchine le strade svizzere per recarsi al lavoro in Canton Ticino! Le strade svizzere non sono pronte ad accogliere questa valanga di mezzi ed esiste un solo treno al giorno (il TILO) che parte da Como per la Svizzera: basterebbe incrementare il trasporto pubblico per vedere risolto il problema. Di questo ed altro si è discusso al Rotary Belgioioso S.Angelo durante una conviviale che ha visto Franco Cavadini della Camera di Commercio di Lugano e Roberto Cattaneo, rappresentante dei lavoratori italiani frontalieri, confrontarsi sulle differenze tra Italia e Svizzera nel rapporto con l’Amministrazione Pubblica e con il livello di tassazione dei lavoratori e delle imprese. Il presidente del Rotary, Paolo Racconi, ha poi incalzato Maurizio Binelli del gruppo Versace che ha voluto sottolineare la semplicità di operare in Svizzera. Concludendo il lavoratore italiano frontaliero è una doppia ricchezza: per la Svizzera in quanto eleva il livello di professionalità ed occupa posti che i lavoratori svizzeri non gradiscono, e per l’Italia perché diminuisce la percentuale di disoccupazione che è ormai arrivata al 9% in media contro quella svizzera che non supera il 3,5%; dovrebbe, quindi, essere dovere di tutti pressare le autorità competenti per la soluzione del problema dei trasporti.