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Ai “Fatti vostri” i genitori del piccolo Jonathan chiederanno che sia fatta luce sul tragico evento

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Oggi su Rai Due raccontano per la prima volta la loro vicenda la mamma e il papà del neonato morto dopo un cesareo d’urgenza all’ospedale di Melegnano

Oggi, mercoledì 1 febbraio, all’interno del programma “I Fatti Vostri” condotto da Giancarlo Magalli, in onda dalle ore 11 su Rai Due, racconteranno per la prima volta la loro tragica vicenda i genitori del piccolo Jonathan Ciardullo, il neonato morto il 3 gennaio dopo il parto all’ospedale di Vizzolo Predabissi dell’ASST di Melegnano: il caso ha avuto un’eco nazionale, con tanto di invio degli ispettori da parte del Ministro alla Salute, Beatrice Lorenzin.

La mamma, 33 anni, al nono mese di una gravidanza assolutamente regolare e che sarebbe giunta al termine il 18 gennaio, di lì a pochi giorni, il 2 gennaio si è presentata una prima volta al pronto soccorso in seguito a forti dolori ma, dopo essere stata sottoposta a una visita ginecologica e a un’ecografia ostetrica nella divisione di Ostetricia e Ginecologia, è stata rimandata a casa. Due ore dopo, poco dopo le 19, persistendo i problemi ed essendo sopravvenute anche copiose perdite ematiche, la donna è ritornata all’ospedale ma qui in breve tempo la situazione è precipitata: i medici, appurato che il feto era a forte rischio, hanno deciso di anticipare il parto, prima tentato per vie naturali e poi con un cesareo, ma non è bastato. Il neonato, che si sarebbe chiamato Jonathan, non ce l’ha fatta.

Secondo l’ospedale, gli operatori avrebbero agito con tempestività e rispettando le procedure, ma i fatti pongono tutta una serie di legittimi interrogativi, che la mamma e il papà esporranno durante il programma: perché la gestante è stata tranquillamente dimessa dopo il primo accesso al pronto soccorso? Perché è stata fatta partorire solo dopo la mezzanotte, più di quattro ore dopo che erano sopraggiunte le abbondanti perdite di sangue, uno dei campanelli d’allarme in queste circostanze, e che erano state accertate le sofferenze del feto? E poi, quand’è deceduto esattamente il bambino? Nella documentazione, infatti, si parla sia di feto morto sia di decesso post partum: un dettaglio, questo, tutt’altro che secondario.

Distrutti dal dolore e non sapendo capacitarsi dell’accaduto, i genitori, che risiedono a Merlino, hanno presentato un esposto presso la Procura di Lodi e, per fare chiarezza sulle cause della morte del loro figlio, attraverso il consulente personale dott. Maximiliano Garofalo si sono rivolti a Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità civili e penali, a tutela dei diritti dei cittadini, la quale si è subito attivata affiancando l’avvocato penalista nominato dai familiari per assisterli e monitorare l’attività della Procura, e indicando un proprio consulente medico legale per partecipare all’autopsia, che è stata effettuata dal consulente tecnico d’ufficio del Pubblico Ministero.

ll Sostituto Procuratore Laura Siani, infatti, ha aperto un procedimento per omicidio colposo iscrivendo nel registro degli indagati quattro sanitari – due medici del reparto di Ginecologia e Ostetricia e uno del reparto di Chirurgia più un’ostetrica – e ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche e l’esame autoptico sul corpicino del bimbo, le cui risultanze, non ancora depositate, saranno decisive per ricostruire l’accaduto e per determinare eventuali responsabilità.

Al riguardo, Maximiliano Garofalo, che accompagnerà la famiglia intervenendo in trasmissione, ragguaglierà anche sugli ultimi sviluppi dell’inchiesta, con particolare riferimento alla decisione del Pm di affiancare al proprio consulente medico legale anche uno specialista in ostetricia e ginecologia con specifiche competenze tecniche per valutare i risultati degli accertamenti autoptici e per la disamina di tutta documentazione medica. L’incarico sarà conferito il 3 febbraio e viene accolto senz’altro positivamente dai familiari del piccolo e da Studio 3A, che leggono in questo ulteriore scrupolo da parte del magistrato la volontà di andare fino in fondo e di fare piena luce sui fatti, che è poi la prima richiesta che la famiglia di Jonathan ribadirà con forza anche in televisione.