Agricoltura

Agroalimentare. Assessore Fava al Tosi di Codogno: «Abbiamo bisogno di chi come voi può farci fare il salto di qualità»

“Una scuola che offre grandi prospettive, che però non vengono da sole. Prospettive che devono essere coltivate, con l’idea che il sacrificio nel mondo agricolo ci sara’ sicuramente. Chi fa la scelta della zootecnia sa che affronta un mestiere impegnativo ogni giorno, che lascia poco spazio al resto, ma che ha prospettive di crescita. Il segmento agroalimentare e’ l’unico segmento in crescita reale”. Lo ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava, intervenendo oggi all’Istituto Agrario ‘Tosi’ di Codogno (Lodi) a conclusione dell’ultima delle tre giornate, rivolte alle quinte classi, dedicate all’agricoltura e alle prospettive nel settore, organizzata in collaborazione con Confagricoltura. E’ intervenuto Antonio Boselli (Confagricoltura Lombardia).

EVOLVERE ATTRAVERSO LA FORMAZIONE – “Siamo la prima filiera agroalimentare europea – ha detto Fava – un modello che ha bisogno di evolvere, attraverso scuola, formazione e cultura. Oggi viviamo realta’ complicata perche’ i mercati sono globali. Il rapporto della politica con l’agricoltura e’ pressoche’ totale. Esiste una politica agricola comune, la cosiddetta Pac, le cui applicazioni territoriali sono gestire dalle regioni localmente. E’ uno strumento che fa intervenire i singoli Stati con risorse proprie per garantire il fondamentale diritto dell’accesso al cibo”.

SOCIETA’ EVOLUTE E MENO EVOLUTE – “Nella societa’ evoluta il cibo e’ diventato elemento piu’ scontato – ha aggiunto l’assessore – ma prima non lo era. L’Europa nasce allora come mercato agricolo, comune, per garantire produttivita’ e accesso al cibo. Noi siamo stati capaci di programmare la gestione del cibo, attraverso terre fertili ma grazie anche alla grande sapienza degli agricoltori, che percio’ abbiamo deciso di sostenere”.

CONTRIBUZIONE A OGNI COSTO, A PRESCINDERE DA RISULTATI – “Siamo passati da una fase di ‘garanzia del cibo’, caratterizzata da grande produttivita’, – ha osservato Fava – all’ultima programmazione dove parecchie risorse sono state, invece, destinate alla ricomposizione ambientale, il cosiddetto ‘greening’. Che non ha prodotto risultati confortanti, visto che il nostro agricoltore vuole produrre bene e tanto, ed e’ meno interessato a miglioramenti ambientali”. Un sistema che poi e’ cambiato. “Negli ultimi anni buona parte delle scelte aziendali sono andate nella direzione di ottenere il massimo della contribuzione pubblica indipendentemente dai risultati sui mercati”.

SOSTEGNO SI’, MA SERVE ORGANIZZAZIONE – “In Lombardia – ha ricordato l’assessore – facciamo il 16% della produzione lorda vendibile nazionale con 47 mila aziende circa. Come spiegare ai ragazzi che un’attivita’ di sostegno pubblico possa aiutare le aziende a consolidare posizioni sui mercati? “Uno dei grandi deficit – ha aggiunto Fava – e’ il tema dell’organizzazione. Un mercato come quello agricolo e’ globale, Il prezzo del mais non si fa a Lodi. Oggi si produce non solo al disotto del valore di mercato ma anche del valore di mercato sommato all’intervento pubblico”.

IL ‘CASO’ DEL RISO – “Pensare di convertire un comparto come il riso – in Lombardia sono 101 mila ettari su 260 mila ettari complessivi – solo perche’ non conviene e’ impossibile. Non si sono mai organizzati, i risicoltori trattavano direttamente con gli industriali. Oggi, dopo dinamiche di mercato, subiscono anche le politiche di importazione”. “Serve a questo punto che le risposte vengano dalle imprese – ha aggiunto Fava -: non possiamo pensare a un modello dirigistico. La politica fissa qualche regola e trova le risorse, ma non puo’ fare programmazione, che arriva dalle imprese. Occorrono imprese gestite da chi ha studiato, si e’ emancipato. Questa scuola ha un ruolo importante, deve spingere a innovazione. Abbiamo un sistema evoluto ma costoso, siamo in grado di competere se facciamo meglio quello che fanno gli altri o decidiamo di fare altro”.

SALTO DI QUALITA’ TOCCA A CHI SI PREPARA – “Questi ragazzi hanno una responsabilita’ – ha detto in conclusione Fava -, il sistema lombardo, il sesto stato d’Europa per dimensione economica e Pil, puo’ riaffermare un primato: abbiamo bisogno di chi come voi puo’ farci fare il salto di qualita’, scegliendo il mestiere piu’ nobile del mondo. Garantire il cibo e’ democrazia e liberta. La sovranita’ alimentare e’ fondamentale per garantire serenita’, convivenza e civilta’”. 


casanova sindaco 

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