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“Stare al mondo”: comune e scuola media per educare gli adolescenti

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«Era impossibile pensare di restare immobili di fronte al grave disorientamento degli adolescenti». Lo affermano il sindaco Luca Marini e l’assessore alle politiche giovanili Marco Polli del comune di San Martino in Strada, in merito al nuovo progetto educativo che partirà a breve presso la sede sanmartinese della scuola media Don Milani.

«Da diverso tempo – prosegue il Sindaco Marini -, ci siamo accorti di come gli adolescenti non abbiano la minima idea del contesto che li circonda, e la mancanza di punti di riferimento certi (dovuta anche alla enorme distanza tra genitori e figli in relazione a certe tematiche, nda) ne è la causa principale. Per questo abbiamo deciso di spiegare ai ragazzi come “stare al mondo”, organizzando incontri settimanali con loro e le insegnanti per affrontare i temi più importanti del vivere civile».

I temi trattati saranno i seguenti: da novembre 2011 a maggio 2012 le classi terze lavoreranno sull’orientamento al lavoro e sicurezza, legalità, dipendenze, sessualità e prevenzione; le classi seconde si occuperanno invece di sicurezza stradale, volontariato e cittadinanza attiva, bullismo e utilizzo dei social network.

Oltre alla collaborazione con la dottoressa Mazzoleni dell’Ufficio di Piano dell’ASL, tra i relatori vi saranno anche Giulio Cavalli, consigliere regionale e attore impegnato contro le mafie, nonché Laus Vol e la Camera del lavoro; sulla cittadinanza attiva sarà invece il sindaco, insieme ai presidenti di alcune associazioni, a mostrare ai ragazzi le realtà del paese, per inculcarne il rispetto e la partecipazione alle attività.

«Puntiamo molto su questi incontri. La scuola è stata coinvolta direttamente nella progettazione – spiega l’assessore Polli -, e anzi devo ringraziare la preside Laura Fiorin e le professoresse Marini e Carratta per il supporto concesso all’iniziativa. Gli argomenti trattati saranno infatti considerati materia curricolare ed entreranno tra i temi dell’esame di licenza media: i ragazzi dovranno dunque affrontarli con impegno e serietà. Se educare significa condurre, è opportuno quindi pensare che sia la società stessa, attraverso le proprie emanazioni istituzionali ed a quelle maggiormente impegnate nel vivere la cittadinanza, a creare i presupposti per l’impegno».

«Non crediamo nella repressione fine a sé stessa – conclude il sindaco -: la videosorveglianza e le multe possono essere una buona tutela ma non fanno comprendere ai ragazzi cosa è giusto e come affrontare le sfide della vita. Tra poco lanceremo anche l’iniziativa “Tempo di vita”, che nasce da un ragionamento spontaneo dell’Amministrazione con la parrocchia e le altre associazioni del paese. E’ il momento di prendere in mano la situazione e accompagnare il più possibile i giovani nelle loro difficoltà e nelle loro aspirazioni».